| Guida a Cittadella |
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MONUMENTI
Cittadella presenta i seguenti monumenti ed edifici di pregio artistico:
01 ) Cerchia murata
02 ) Porta Padovana
03 ) Torre di Malta e Museo Archeologico
04 ) Chiesa di Santa Maria del Torresino
05 ) Porta Vicentina
06 ) Porta Bassanese
07 ) Torrione di Porta Bassano
08 ) Porta Trevisana
09 ) Palazzo Pretorio
10 ) Duomo e Pinacoteca
11 ) Palazzo della Loggia
12 ) Teatro Sociale
13 ) Pieve di San Donato
14 ) Convento di San Francesco
15 ) Chiesetta di Santa Lucia di Brenta
L’ancora intatta cortina muraria misura 1461 m. di perimetro e ha un diametro di circa 450 m. Di forma quasi circolare, alta dai 12 ai 14 m. e spessa 2,10 m., è interamente circondata da un fossato che, in passato, costituiva uno degli elementi primari di difesa. Costruite senza fondamenta, le mura sono sostenute da un sistema di terrapieni a scarpata, ottenuti accumulando terra e ghiaia alle pareti esterne della cinta stessa. L’intero perimetro interno è percorso dal camminamento di ronda ( oggi visitabile ) che facilitava lo spostamento dei soldati lungo la cerchia muraria ed era attrezzato per far fronte a qualsiasi tipo di attacco nemico. All’interno della cinta, l’urbanistica del tempo ha dato vita ad isolati a scacchiera ricavati in funzione dei due ampi assi viari principali, che, paralleli al cardine e decumano massimi dell’antica centuriazione romana, convergono nella piazza principale. Le quattro porte di accesso alla città sono dislocate in corrispondenza dei quattro punti cardinali e sono rivolte verso altrettante città da cui prendono il nome: Porta Bassano a Nord, Porta Padova a sud, Porta Vicenza a ovest e Porta Treviso a est.

Porte
Seppur differenti per dimensioni, tutte e quattro le porte erano dotate di ponte levatoio e battiponte. L’arcata prevedeva una porta principale per i carri e i cavalieri e una più piccola, detta pusterla, laterale per i pedoni. Una pesante saracinesca in ferro si calava sull’apposita feritoia a corsia ed era mossa dall’alto con verricello e catene.
Porta Padova, in quanto rivolta verso la città egemone, all’epoca della dominazione della famiglia carrarese costituiva l’ingresso principale della città. Esternamente presenta una gigantesca insegna del Comune di Padova (bandiera bianca con croce rossa) e lo stemma dei Carraresi (il carro stilizzato, riconoscibile dalle 4 ruote), mentre un’iscrizione, oggi purtroppo non più visibile, dava il benvenuto ai forestieri. Tra gli archi della porta è l’accesso ai giardini pubblici, realizzati sul terrapieno tra Porta Padova e Porta Bassano. Infine, nei pressi della porta padovana si trovano la Chiesa di Santa Maria del Torresino e la Torre di Malta.

Torre di Malta e Museo Archeologico ![]()
Così si chiama la poderosa costruzione addossata all'interno della Porta Padovana. Fu costruita nel 1251 per ordine di Ezzelino da Romano il quale ne fece orrida prigione per i suoi nemici. I cronisti del tempo descrissero a tinte fosche i fatti che la resero celebre. Si racconta che i prigionieri venissero inviati al castello con i piedi legati sotto il ventre dei cavalli e, quivi giunti, calati nel sotterraneo della torre e lasciati morire di fame, tra crudeli tormenti. Nel 1256, quando Ezzelino fu cacciato da Padova, i cittadellesi aprirono le porte a Tiso di Camposampiero che liberò alcune centinaia di prigionieri, fra i quali anche donne, ridotti in miserabile stato; i partigiani di Ezzelino, invece, sospinti in un cortile, furono massacrati. Sul muro della Torre sono state apposte due lapidi che portano inciso un brano della "Cronica" di Rolandino, e i versi di Dante il quale avalla, con la sua autorità di poeta, il tragico racconto. La Torre di Malta è stata oggetto di appassionate ricerche storiche da parte di studiosi cittadellesi e da esse risulta evidente che è proprio la Malta cittadellese ad essere nominata dal divino Poeta. Da qualche anno l'ampia sala conferenze ricavata al piano terra è sede di convegni e tavole rotonde, mentre i piani superiori sono riservati al Museo Archeologico, aperto al pubblico nei giorni di sabato e domenica con il seguente orario:
1 aprile - 31 ottobre
sabato 15.00-19.00
domenica 9.00-12.30 / 15.00-19.00
1 novembre - 31 marzo
sabato 14.00-16.30
domenica 9.00-12.00/14.00-17.00
Per visita in altre giornate o informazioni sono attivi i seguenti numeri telefonici:
049-9404485 ufficio IAT
049-9413473 ufficio cultura

Ad oggi la Torre di Malta costituisce anche una delle uscite del camminamento di ronda e, durante l'orario di apertura di quest'ultimo, è possibile accedere anche al belvedere, da cui si gode di una meravigliosa veduta panoramica della città e del territorio circostante.
Chiesa di Santa Maria del Torresino ![]()
Prende il nome dalla Torre cui la chiesa è addossata nei pressi della Porta Padovana. E' tradizione che essa sia stata costruita contemporaneamente al castello, per gli uomini d'arme. In scavi recenti sono state scoperte fondazioni di un edificio precedente, forse quello delle origini. Le tele sugli altari sono di modesto livello artistico, interessanti però la storia locale. La vasca in pietra nella navata proviene dalla località Colombara di Cittadella: si ritiene fosse il fonte battesimale della medioevale chiesa di San Nicolò di Mejaniga, che si trovava nei pressi della città. Nel 1968 la Chiesa del Torresino, dopo un periodo di abbandono, è stata restaurata e riaperta al culto in memoria dei Caduti per la Patria. Nel corso del 1997 è stata ulteriormente valorizzata ed ora si svolgono, nella navata centrale, importanti rassegne d’arte e concerti primaverili e autunnali. Oltre all’apertura dovuta alle rassegne, la chiesa è ugualmente visitabile su prenotazione.

Entrambe munite di torrioni da 22-25 m. sovrastati da merli, furono realizzate solo con un triplice sistema di arcate. Porta Treviso, ad oggi costituisce anche una delle uscite dal camminamento di ronda.

Porta Bassano fu la porta difensiva per eccellenza. Ha in comune con Porta Padova la raffigurazione degli stemmi della famiglia Carrarese ma con i suoi 30 m. d’altezza e i suoi 5 archi da difesa supera nettamente in dimensioni e maestosità le altre tre porte. Potremmo definire questa struttura una sorta di castello nel castello perché era circondata da un fossato ottenuto dalla ramificazione di quello esterno alla cinta muraria, che le permetteva un perfetto isolamento in caso di attacco. Nei pressi della Porta si trova la Casa del Capitano, in passato residenza del capitano della guardia. L’abitazione si sviluppa su tre piani che oggi sono collegati da scale di recente costruzione. Caratteristici sono gli affreschi del primo piano risalenti ai sec. XIII e XVI con gli stemmi delle importanti famiglie che governarono la città. Oggi questa struttura è sede dell’Ufficio Turistico IAT e ingresso al camminamento di ronda.
Torrione di Porta Bassano Porta Trevisana ![]()

Furono le famiglie dei Sanseverino e dei Malatesta, signori di Cittadella rispettivamente alla fine del Quattrocento e agli inizi del Cinquecento, a conferire a questo palazzo la caratteristica di residenza signorile. Si occuparono, infatti, dell’aspetto estetico del palazzo, decorandolo internamente ed esternamente, sia al pian terreno che al piano nobile, con affreschi che lo rendono un esempio unico nel panorama veneto. Tra questi spiccano gli stemmi delle due famiglie accompagnati da ritratti e decorazioni a motivi vegetali, animali fantastici e simboli astrologici. Un altro elemento che testimonia la grande importanza data, a suo tempo, al palazzo, è il portale d’ingresso in marmo rosato di Verona, sovrastato al centro da un leone marciano e ai lati dai due ovali contenenti i ritratti di Pandolfo e Carlo Malatesta. Sede anche delle carceri nel periodo della dominazione austro-ungarica, Palazzo Pretorio è stato recentemente ristrutturato e oggi ospita al piano nobile esposizioni temporanee, a carattere nazionale, di opere d’arte moderna e contemporanea. Visitabile su prenotazione o durante il periodo delle mostre.

Il Duomo e le sue adiacenze, con le opere d'arte, costituiscono un complesso di notevole interesse costruito fra il 1774 e il 1826, opera di tre eminenti architetti: Domenico Cerato autore, tra l'altro della Specola e del Prato della Valle di Padova, al quale si attribuisce la pianta dell'edificio; Ottavio Bertotti Scamozzi (1726-1790), vicentino, che diede al tempio l'impronta neoclassica che lo caratterizza e Carlo Barera, vicentino, che portò l'opera a compimento. La facciata è stata completata nel 1913. I bassorilievi e le statue sono opera di artigianato. Nell'ampia navata si allineano 6 altari su 4 dei quali vi sono opere di Leandro Bassano, Lattanzio Quarena, Sebastiano Santi e Michele Fanoli, cittadellese. Nella Sagrestia, da notare "La Cena in Emmaus" di Jacopo da Ponte (1510-1592), un tempo sull'altare maggiore dell'antica chiesa parrocchiale; "La Deposizione", tavola attribuita a Lazzaro Bastiani (1430-1512), veneziano, che si muoveva nella cerchia di Gentile Bellini; "La Flagellazione", tela attribuita a Palma il Giovane (1540-1628); "L'adorazione dei Magi" di scuola veneta, attribuita al secolo XVII, e "La Crocifissione", grande tela settecentesca. E' altresì stato realizzato un Museo di Arte Religiosa all’interno del campanile.

Denominato nei documenti fin dal secolo XV come il Palazzo della Loggia per lo spazio che si apriva al pianterreno, l'edificio è stato ristrutturato secondo il modulo neoclassico nel 1816 dall'architetto Carlo Barera, vicentino. Fra gli elementi conservati dell'edificio precedente è da notare il fregio con parte degli stemmi dei podestà veneti ed il bassorilievo quattrocentesco del Leone di San Marco, nascosto dai cittadellesi in epoca napoleonica e rinvenuto da poco nello spessore di un muro dello stesso palazzo. Un altro Leone di San Marco, anch'esso nascosto nella medesima congiuntura, è stato posto sopra la colonna situata in Piazzetta del Duomo.

Nel 1817 un gruppo di facoltosi cittadellesi costituì una Società per il Teatro, prendendo spunto da una analoga associazione di musica filarmonica attiva sin dal 1804. La Società aveva però bisogno di un teatro. Ne venne quindi affidata la progettazione al bassanese Giacomo Bauto, già autore di quello della sua città e inaugurato nel 1811. L'opera venne portata a termine dal vicentino Francesco Cibele. L'edificio, la cui limpida facciata neoclassica, incompiuta, è attribuita a Giuseppe Iapelli (progettista anche del "Pedrocchi" di Padova) risulta strutturato nei moduli teatrali ottocenteschi: un atrio con botteghe del caffè e frutta ai lati, una sala semicircolare con un palcoscenico (ingrandito nel 1836) ed il golfo mistico, tre ordini di logge o palchetti (assegnati in proprietà ai soci sottoscrittori della Società), una sala da fumo o "ridotto" da utilizzare nelle pause degli spettacoli o per le riunioni dei soci. Le ancor splendide decorazioni "a fresco" furono realizzate da Francesco Bagnara, scenografo e pittore vicentino, che avrebbe dipinto anche il Gran Teatro "La Fenice" di Venezia. L'inaugurazione avvenne con la fiera di ottobre del 1828 e dal 1831 le stagioni si susseguirono regolarmente almeno fino alla prima guerra mondiale, quando Cittadella divenne luogo di retrovia del fronte. Questa prima fase del Teatro può essere definita la più intensa perchè furono ospitati spettacoli tra i più vari: dalla musica lirica alle commedie e tragedie, dai concerti bandistici alle prime prove del cinematografo "Lumière". Con il dopoguerra ebbe avvio la progressiva decadenza del Teatro e i pochi eredi dei soci fondatori si decisero a cederlo nel 1934 al Comune (la cessione sarà perfezionata nel 1950). Nel 1970 il Teatro Sociale riprese appieno la sua attività, diventando anno dopo anno insostituibile simbolo della cultura cittadellese.

Ad un chilometro e mezzo dalla cerchia murata, sulla Statale che conduce a Padova, si trova l'antichissima Chiesa di San Donato. Sorta con tutta probabilità su un sacello pagano, fu la prima Pieve cristiana nel territorio già dal VI secolo. Attorno ad essa, nell'alto medioevo, si accentrò la vita religiosa e sociale della popolazione locale: ne fanno testimonianza i reperti di epoca longobarda disposti sulla parete interna dell'edificio e i quattro successivi rifacimenti.

Il Convento dei Padri Francescani fu costruito intorno al 1481 ed è sempre stato un centro spirituale molto attivo a Cittadella. Dopo la soppressione napoleonica del 1806, fu trasformato in caserma; nel 1947 fu restituito ai Padri Francescani e la chiesa, ad una navata, è stata restaurata di recente ed ha riacquistato il suo suggestivo stile francescano. Il convento si accentra nel bellissimo chiostro ed ha ambienti interni con soffitti a vela molto interessanti. Nell'entrata, un affresco rappresenta la Vergine con il Bambino tra Sant'Antonio da Padova e San Francesco. E’ attribuito a un pittore vicentino dagli influssi perugineschi che lo dipinse agli inizi del 1500.

Chiesetta di Santa Lucia di Brenta ![]()
Santa Lucia di Brenta è la chiesa di un solitario monastero benedettino il quale stava, ancor prima del secolo XII, presso le rive del Brenta. La chiesa, dopo secoli di servizio, devastata e quasi abbandonata durante il 1300, riappariva nel secolo XVI tutta preziosamente affrescata da Iacopo da Ponte, inserita nel villaggio che l'operosità dei monaci aveva suscitato. Risulta che nel 1867 la chiesetta fosse ancora in funzione; dopo tale data anche il suo nome scompare rapidamente. Dopo l'ultima guerra, per caso la Chiesa viene rintracciata da Giuseppe Cappello, ispettore onorario ai monumenti, sulla guida di un libriccino di conti: dell'edificio religioso poco rimaneva, poiché era stato tramutato in una povera casa colonica identificata come quella "delle Statue", dove abitazione, stalla, cantina e ripostiglio si susseguivano in un fabbricato che non misurava più di quindici metri di lunghezza.

CAMMINAMENTO DI RONDA
Accessibile da Porta Bassano c/o l’ Ufficio IAT, ad oggi il camminamento di ronda è stato completamente restaurato sui tre quarti di cinta. Ad un’altezza che varia dai 14 ai 16 m., permette al visitatore di comprendere ed apprezzare da un punto di vista privilegiato la struttura del sistema fortificato medioevale. L’ingresso è dalla Casa del Capitano, presso Porta Bassano.
PALAZZO ANDREA MANTEGNA
L’edificio sorge su una struttura precedente di epoca cinquecentesca. Fu inaugurato da Vittorio Emanuele II a fine Ottocento e fu adibito a “magazzino delle biade” da parte del Comune. In un’ala laterale ospitò le prime scuole di grammatica e in seguito assicurò la formazione primaria a molte generazioni di cittadellesi. Nel corso della Prima Guerra mondiale fu adibito a ospedale militare da campo dove vennero ricoverati molti soldati feriti del vicino fronte. Oggi il palazzo è sede del Municipio del Comune di Cittadella.
VILLA MASTINI, DELLA SCALA, MALFATTI, RINA
Signorile costruzione dell’Ottocento, l’edificio si sviluppa su due piani e all’interno presenta ampie stanze che ricordano la casa padronale del tempo. La facciata è abbellita da decorazioni classiche e da decorazioni a bugnato al piano terra. Il complesso è caratterizzato, inoltre, dalla presenza della torre scaligera nei giardini interni, coronata da merlatura a coda di rondine e affiancata da due corpi cilindrici contenenti le scale. Oggi è sede della biblioteca comunale ed è utilizzata come centro polifunzionale.
Cittadella, inserita nel graticolato romano, è attraversata perpendicolarmente dalle Statali 47 "Valsugana" (direttrice Padova-Trento) e 53 "Postumia" (direttrice Treviso-Vicenza). La città sorge, quindi, in una posizione "strategica" dal punto di vista geografico, in quanto facilmente raggiungibile da Padova (30 Km.), da Vicenza (22 Km.), da Bassano del Grappa (14 Km.) e da Treviso (38 Km.).
Cittadella è servita da linea di autocorriere (SITA e LA MARCA) con corse a intervalli di mezz'ora e da linea ferroviaria che la collega molto comodamente con Venezia, Vicenza, Padova, Bassano del Grappa e Treviso. La stazione ferroviaria si trova a distanza ravvicinata dal centro storico.
Per chi viaggia in autobus o in treno, sono previsti sconti fino al 60% (pensionati e categorie protette)con possibilità di sottoscrivere un abbonamento mensile con la società di autotrasporti SITA.
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