“Se accanto alla biblioteca avrai l'orto-giardino, non ti mancherà nulla” (Marco Tullio Cicerone)

Coltivare orto e giardino, con l'approssimarsi della primavera, è un modo per ritornare alla natura, all'aria aperta, e per rinfrancare corpo e anima.

Già gli scrittori latini descrivevano i benefici del lavoro a contatto con la terra, in particolare Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia.  Più avanti, leggiamo Francesco Petrarca che, in accordo con Epicuro esaltava l'orto, fonte della voluttà da lui esaltata.

Giovanni Pascoli supplica la nebbia di fargli vedere solo il suo orto, angolo di pace e ritiro:…Ch’io veda soltanto la siepe dell’orto, la mura ch’ha piene le crepe di valeriane…

Per arrivare ai nostri giorni, Pia Pera, in L'orto di un perdigiorno, scrive: Coltivare l’orto è il primo passo verso un modo di sentire per cui il nutrimento viene cercato direttamente nella terra. Al pensiero di mettersi a tavola, il primo impulso non sarà andare a fare la spesa, ma vedere cosa c’è nel campo.

Questo mese vogliamo proporvi:

- la grammatica della coltivazione degli ortaggi, fiori e frutti;

- la letteratura che ci narra le gioie regalate da questi spazi.

A tale scopo la biblioteca mette a vostra disposizione una serie di manuali, alcuni titoli di narrativa e una serie di libri per bambini, che potete visionare nell'allegato.

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Ultima modifica

03/06/2021